..il mio stomaco che parla..

"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza"

23 ottobre 2005

Chicco di caffè...o cetriolo?



Un racconto che in altri tempi avrei modificato o cancellato,ma per certe occasioni capita a "cecio"....e poi l'ha mandato la nuova cameriera della Mezzaluna,come non metterlo nel blog..

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili. Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare. Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro. Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro. Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco. Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò alcune carote, in un'altra collocò delle uova e nell'ultima collocò dei grani di caffè. Lasciò bollire l'acqua senza dire parola. La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre...Dopo venti minuti il padre spense il fuoco. Tirò fuori le carote e le collocò in un piatto. Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto. Finalmente, colò il caffè e lo mise in una scodella. Guardando sua figlia le disse:"Cara figlia mia, carote, uova o caffè?"La fece avvicinare e le chiese di toccare le carote, ella lo fece e notò che erano soffici; dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo. Dopo le chiese di provare a bere il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma. Umilmente la figlia domandò:"Cosa significa questo, padre?"Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo essere stata nell'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua."Quale sei tu figlia?" le disse."Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi? Sei una carota che sembra forte ma quando i problemi ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza? Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, un ostacolo durante il tragitto, diventa duro e rigido? Esternamente ti vedi uguale, ma dentro sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito? O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore. Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore. Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che, davanti all'avversità, illumini la tua strada e quella della gente che ti circonda".Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e la tua positività il "dolce aroma del caffè".

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Meno male...se nn avessi lavorato alla mezzaluna nn l'avresti messa?!?!
Ma ti sei accorto che manca la parte finale?!?!?!?!?!?!?!?
Cmq grazie per aver inserito questa piccola "riflessione" sul tuo blog...a me ha dato modo di pensare a come reagisco alle difficoltà, nn è stato semplice capirlo, ci ho messo molto, ma ne è valsa la pena perché mi ha dato maggiore consapevolezza dei miei punti deboli e soprattutto di quelli FORTI!!!!
Un abbraccio...in attesa del resto della...

BRO

1:05 AM  

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